Il più grande esperto di intelligence del mondo avverte che l'Italia nell'Euro è destinata a fallire

Published June 18, 2021 809 Views

Rumble E’ difficile fare l’introduzione di Ruper Allason, alias Nigel West, nom de plume del famoso autore di saggi di intelligence internazionali, best seller mondiali. Potremmo forse dire che Allason/West, ex membro conservatore del Parlamento inglese, resta il più grande esperto vivente di intelligence degli ultimi 50 anni, fonte primaria di Daniele Ganser per la spiegazione del fenomeno “Gladio“, certamente al corrente nei dettagli di come si svolse  l’ufficializzazione italiana della rete dei gladiatori durante la presidenza di George Bush, inclusa la disastrosa debacle successiva negli intenti italici disinnescare dolcemente uno dei segreti peggio tenuti della storia dei servizi segreti internazionali.

Potremmo forse aggiungere che, conoscente diretto di Christopher Steele, è stato colui che ha messo in evidenza la falsità del dossier britannici su Donald Trump, sulla base del commento dato da Bryan MacDonald del Times. Insomma, un personaggio “che pesa” e “che sa”, davvero.

Rupert/Nigel, spiega la situazione attuale, sotto molti punti vista folle, certamente un game changer, tra COVID e scontri nemmeno troppo sotterranei tra poteri usciti vincenti da Yalta e attori emergenti, ivi inclusi quelli che hanno perso l’ultima guerra mondiale e che vorrebbero tornare tra i grandi, sebbene solo in forza della massa critica costituita dal continente che hanno cercato di conquistare con la forza 75 anni fa (…). Con la variabile russa sempre presenta, irrimediabilmente un rischio agli occhi britannici.

Sullo sfondo l’Italia, il paese che corre più rischi in questa situazione, rischi enormi ed esistenziali, che purtroppo molti italiani non comprendono.

Inutile girarci attorno: a seguito degli stravolgimenti in corso, discorso valido certamente in Italia, molte cose cambieranno. E soprattutto la classe dirigente di molti paesi verrà spazzata via, quando verranno palesati i disastri economici perpetrati in forza di gente non sufficientemente preparata per il ruolo.

In Italia, nostro commento, la faccenda è estremamente chiara: la classe dirigente andata al potere con la prima Tangentopoli del 1992-96 – poi “affinata” con la seconda (2012-15) – verrà annichilita, in un modo o nell’altro. Draghi al potere, che chiaramente risponde a poteri esterni, lo sta dimostrando senza mezzi termini: la politica italiana non conta più nulla!

Dunque, dobbiamo essere pronti al cambiamento, lato contenuti, persone ed indirizzi strategici, tornando prospetticamente nell’ambito degli equilibri di Yalta, sebbene solo leggermente modificati. Ospitare esperti come Rupert/Nigel e molti altri importanti autori sul nostro sito (in profonda trasformazione), soggetti estremamente referenziati, mira appunto a colmare il gap che andrà inevitabilmente a crearsi fra qualche mese, quando Draghi farà capire a tutti che, qualsiasi cosa succeda, la colpa è della politica che lo sostiene, non sua.

Essendo – noi – consci che Mario Draghi non è necessariamente l’Uomo della Provvidenza che i media dipingono, assolutamente. Più un male necessario – sotto molti versi -, certamente il liquidatore dell’Italia per mandato. Di fatto una conseguenza dei disastri fatti da una classe politica italiana, quella attuale rappresentata benissimo nella deriva falsa-sovranista, che va irrimediabilmente sostituita, cancellando alla radice il retaggio di casta che porterà uno dei paesi più strategici del Mediterraneo, oltre che uno dei più belli, ad un infame disastro prima di tutto economico, poi sociale e morale, come al tempo di Curzio Malaparte ne “La Pelle“. Quanto meno per la bassezza ed il cinismo che comporterà accettare supinamente il proprio annichilimento là da venire.

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