La Liberazione ancora da conquistare - 20250425 - Pangea Grandangolo

4 months ago
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Centoottantatreesima puntata della trasmissione Pangea Grandangolo, la rassegna stampa internazionale di Byoblu, andata in onda sul canale tv Byoblu il 25/04/2025.
La puntata del 25 Aprile, dedicata all’80 ° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, si apre con un ricordo di Livia Gereschi: insegnante di lingue straniere, salvò donne e bambini durante un rastrellamento effettuato da un reparto di SS nella notte tra il 6 e il 7 agosto 1944 in località La Romagna sui Monti Pisani. Riuscì a convincere il comandante delle SS a rilasciare donne e bambini (tra cui chi scrive e sua madre), ma fu per questo portata via con gli uomini e fucilata l’11 agosto. L’eccidio di 69 civili venne commesso, con l’aiuto dei fascisti, dalla divisione tedesca 16a SS-Panzergrenadier Division Reichführer SS, la stessa che effettuò successivamente le stragi di Sant’Anna di Stazzema (Lucca), Marzabotto (Bologna) e altre.
Lo scrittore Manlio Cancogni così racconta l’eccidio di 560 civili, il 12 agosto 1944, a Sant’Anna di Stazzema attraverso le testimonianze dei superstiti: “I tedeschi condussero più di 140 esseri umani, strappati a viva forza dalle case, sulla piazza della chiesa. Li avevano presi quasi dai loro letti; erano mezzi vestiti, avevano le membra ancora intorpidite dal sonno. Li ammassarono prima contro la facciata della chiesa e quando puntarono le canne dei mitragliatori contro quei corpi li avevano tanto vicini che potevano leggere negli occhi esterrefatti delle vittime che cadevano sotto i colpi senza avere tempo nemmeno di gridare. Ammassarono sul mucchio dei corpi ancora tiepidi e forse ancora viventi, le panche della chiesa devastata, i materassi presi dalle case, e appiccarono loro fuoco. E assistendo insoddisfatti alla consumazione dei corpi spingevano nel braciere altri uomini e donne che esanimi dal terrore erano condotti sul luogo. Poi c’erano i bambini, i teneri corpi dei bimbi a eccitare quella libidine pazza di distruzione. Fracassavano loro il capo con il calcio della pistol-machine e infilato loro nel ventre un bastone, li appiccicavano ai muri delle case. Sette ne presero e li misero nel forno preparato quella mattina per il pane e ivi li lasciarono cuocere a fuoco lento.”
La pagina storica del nazismo e delle sue atrocità non si è chiusa con la sconfitta della Germani a nazista ottanta anni fa. Il nazismo hitleriano – ci dimostra la Storia - fu uno strumento del dominio dell’Occidente. Non c’è quindi da stupirsi che il nazismo sia ricomparso in Europa, quando l’Occidente ha attaccato di nuovo la Russia organizzando il colpo di stato in Ucraina. Attraverso la CIA e altri servizi segreti vengono reclutati, finanziati, addestrati e armati militanti neonazisti, che entrano in azione nel febbraio 2014 in piazza Maidan a Kiev. Le formazioni neonaziste vengono quindi incorporate nella Guardia Nazionale, addestrata da istruttori USA della 173a Brigata Aviotrasportata, trasferiti da Vicenza in Ucraina, affiancati da altri della NATO.
L’Ucraina di Kiev diviene il vivaio del rinascente nazismo nel cuore dell’Europa. A Kiev arrivano neonazisti da tutta Europa (Italia compresa) e dagli USA, reclutati soprattutto da Pravy Sektor e dal battaglione Azov, la cui impronta nazista è rappresentata dall’emblema ricalcato da quello delle SS Das Reich. Dopo essere stati addestrati e messi alla prova in azioni militari contro i russi di Ucraina nel Donbass, vengono fatti rientrare nei loro paesi con il lasciapassare del passaporto ucraino. Allo stesso tempo viene diffusa in Ucraina l’ideologia nazista tra le giovani generazioni. Se ne occupa in particolare il battaglione Azov, che organizza campi di addestramento militare e formazione ideologica per bambini e ragazzi, ai quali si insegna anzitutto a odiare i russi.
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