IL LORDO, LA TARA E L'INCESTO

4 months ago
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L'identità è viziata da una tara ereditaria; la tara è il contenitore e il lordo è l'incesto. Nelle misura di capacità, come allegoria, è il lordo che consegna a vita il netto nel grembo di una tara.

C'è un resto, uno scarto, un rigetto necessariamente imposti da un imperfetto sviluppo affettivo famigliare che impedisce una formazione indipendente e matura nei nuovi soggetti a cui sarebbe spettato, a loro volta, di divenire procreatori attraverso l'amore e la libera scelta. Il paradigma del capro espiatorio vuole che sul figlio vengano convogliate le eccedenze di rifiuto (i peccati del mondo). Insomma, si buttano ogni giorno nella spazzatura, come spazzatura, i figli indesiderati di un rapporto di incesto con il genitore. La negazione della soggettività dei figli da parte dell’identità materna è esattamente materia d’incesto.

Il rifiuto, comunque inteso – nelle accezioni di inquinamento, di opposizione politica e sociale, di devianza – è, in proporzione, l’inevitabile correlato, è l’indicatore sociale dell’incesto o della mancata emancipazione come difetto d’origine nello stile famigliare. È l’ossessione dello sporco o del pulito. L’ingombro dei rifiuti, ogni atto di rigetto (compresa la reazione agli innesti ed ai trapianti) sono dunque proporzioni autoimmuni reattive dell’incesto. Difetti di spaziatura. Né potrà esistere una etica del riciclaggio se non come superamento edipico della perniciosa invadenza del possesso matriarcale che, elevato a sistema, tutto inquina.

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