PACE E VENTOTENE

5 months ago
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Trasmissione del 24 mnarzo 2024

"Il colloquio telefonico tra Vladimir Putin e Donald Trump, durato circa due ore e mezza, è stato definito molto positivo sia da Mosca che da Washington e anche se non poteva garantire risultati immediati sul tema della fine delle ostilità in Ucraina sembra comunque aver conseguito qualche risultato tangibile.
Confermando il suo impegno fondamentale nel trovare una risoluzione pacifica al conflitto, il Presidente della Russia ha espresso la volontà di elaborare a fondo possibili soluzioni in cooperazione con i partner americani, volte a raggiungere un accordo che sarebbe completo, affidabile e duraturo e, naturalmente, terrà conto dell’esigenza essenziale di eliminare le cause profonde della crisi, nonché dei legittimi interessi di sicurezza della Russia.
È stato sottolineato che la cessazione completa della fornitura a Kiev di aiuti militari e intelligence stranieri deve diventare la condizione fondamentale per prevenire un’escalation del conflitto e progredire verso la sua risoluzione attraverso mezzi politici e diplomatici.
Putin ha inoltre aggiunto che oggi russi e ucraini si scambieranno ciascuno 175 prigionieri. Inoltre, come gesto di buona volontà, saranno rimpatriati anche 23 soldati ucraini gravemente feriti che attualmente ricevono assistenza presso strutture mediche russe.
Il comunicato del Cremlino specifica che “i leader hanno confermato la loro intenzione di continuare gli sforzi volti a raggiungere un accordo bilaterale in Ucraina, tenendo in particolare considerazione le suddette proposte del Presidente degli Stati Uniti. A tale scopo, sono ora in fase di formazione una task force di esperti russi e una americana”.
Come è emerso anche da fonti statunitensi Putin e Trump hanno anche affrontato altre questioni internazionali, tra cui la situazione in Medio Oriente e nella regione del Mar Rosso, dove sono riprese le ostilità a Gaza e nello Yemen.
In aggiunta “i leader hanno espresso reciproco interesse nel normalizzare i legami bilaterali alla luce della speciale responsabilità di garantire la sicurezza e la stabilità globali sostenuta sia dalla Russia che dagli Stati Uniti. In tale contesto, hanno affrontato un’ampia gamma di aree in cui i due paesi potrebbero stabilire una cooperazione, discutendo diverse idee volte a promuovere potenziali legami di reciproco interesse in economia ed energia”.
Non è difficile notare che il Cremlino tende a evidenziare, al di là dei temi legati al conflitto, la volontà reciproca di ristabilire relazioni economiche e politiche tra Mosca e Washington; iniziativa che emargina l’Europa e ne rende ancora più anacronistica la posizione espressa da diversi leader e dai vertici della Ue tesa a prolungare il conflitto e contrastare la Russia.
Appare ad esempio paradossale che mentre USA e Russia puntano a riprendere i rapporti economici Gran Bretagna e Ue discutano la confisca dei beni russi congelati.
Anche una cessazione delle ostilità sul Mar Nero rappresenta un aspetto interessante che, se realizzato, permetterà all’Ucraina di non subire più attacchi sul porto di Odessa e ai russi di riprendere a utilizzare la base navale di Sebastopoli da cui la flotta del Mar Nero si era ritirata, riparando a Novorossysk, per evitare gli attacchi di missili e droni ucraini. Il ritorno della sicurezza della navigazione nel Mar Nero costituirebbe un vantaggio per tutte le nazioni che si affacciano su questo bacino.
I punti da risolvere per applicare la tregua di 30 giorni al campo di battaglia restano quelli già anticipati da Mosca che pretende lo stop agli aiuti militari e d’intelligence occidentali a Kiev e la sospensione delle attività di mobilitazione (arruolamento e addestramento) delle forze ucraine.
Al tempo stesso si tratta di condizioni inaccettabili per Volodymyr Zelensky che conta sul supporto degli alleati europei, tutti dichiaratisi pronti a continuare a fornire armi a Kiev.
Il presidente ucraino ha colto a pretesto gli attacchi notturni russi, che hanno fatto seguito ieri agli attacchi ucraini alla regione russa di Belgorod, per affermare che Mosca non vuole la pace.
Del resto alla vigilia della telefonata tra Trump e Putin il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha aveva dichiarato testualmente: “Ci aspettiamo dalla Russia che accetti senza condizioni la proposta di cessate il fuoco per 30 giorni. E’ tempo per la Russia di dimostrare se vuole davvero la pace”.
Le valutazioni dei vertici ucraini, come quelle che emergono in gran parte d’Europa, sembrano non tenere conto della situazione sul terreno che rende inconcepibile e anacronistico ritenere che la Russia non ponga condizioni e consenta a Kiev di riorganizzarsi militarmente grazie a 30 giorni di tregua.
Non si può escludere che per raggiungere l’intesa Trump valuti un cambio della guardia ai vertici di Kiev."
(Da: Analisi Difesa, 21.3.2025, G. Gaiani)

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