Bologna - CARCERE. GARANTE BOLOGNA: PERCORSI SPECIFICI PER TOSSICODIPENDENTI (17.03.25)

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Bologna - CARCERE. GARANTE BOLOGNA: PERCORSI SPECIFICI PER TOSSICODIPENDENTI
Bologna, 17 mar. - La morte di un detenuto 35enne nel carcere di Bologna, di cui si è avuta notizia sabato, riaccende i fari sulla necessità di prevedere percorsi specifici per i reclusi tossicodipendenti. Ad intervenire sul tema è il Garante comunale per i diritti delle persone private della libertà personale, Antonio Ianniello. Quello emerso due giorni fa "è un evento tragico", commenta Ianniello, ricordando che per la Dozza "purtroppo si tratta della seconda morte in questo 2025". Rispetto all'accaduto, "possiamo dire che la persona aveva fatto ingresso da circa una settimana in carcere, non si era dichiarata nell'immediatezza tossicodipendente- riferisce Ianniello, parlando oggi a margine del Consiglio comunale- ma in un momento successivo questa informazione era circolata e quindi da alcuni giorni era iniziata la presa in carico, con riferimento alle prestazioni e cure che devono essere erogate nei confronti delle persone tossicodipendenti. Quindi da alcuni giorni avea intrapreso l'assunzione della terapia metadonica". Allo stesso tempo, "non risultano segni evidenti che possano far ricondurre l'atto ad un gesto suicidario- prosegue il Garante- nella misura in cui è stato trovato privo di sensi dal compagno di cella al mattino, mentre era ancora al letto". A questo punto "attendiamo gli esiti dell'autopsia", ma intanto "potrebbe esserci il sospetto anche di un'intossicazione da sostanze esogene: se dovesse essere confermata o presa in considerazione questa ipotesi- afferma Ianniello- poi si aprono le considerazioni con riferimento a quelli che sono i percorsi delle persone tossicodipendenti all'interno del circuito detentivo, nella misura in cui quotidianamente tocchiamo con mano la necessità che queste persone abbiano dedicati dei percorsi specifici". Ianniello si sofferma su quelle "situazioni in cui magari la persona è tossicodipendente ma in un determinato momento storico non viene considerata da parte dei servizi idonea all'intraprendere percorsi all'esterno, percorsi terapeutici comunitari. Quindi è una persona che in ogni caso, con questa problematica legata alle sostanze, rimane all'interno del circuito detentivo e quindi necessariamente bisognerà portare avanti un ragionamento su quella che può essere l'istituzione di percorsi specifici per queste persone, nella misura in cui questa non idoneità possa essere ad un certo punto rivalutata". Perché, altrimenti, "è cronaca tragica e quotidiana- sottolinea Ianniello- quella legata al misuso (uso improprio, nrd) di farmaci e medicinali, anche con riferimento a pratiche tipo quella che riguarda lo sniffamento del gas, che non porta ad altro che ad aggravare e a mettere a repentaglio la vita stessa di queste persone e di questi ragazzi" (17.03.25)

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